Come anticipato in occasione dell’analisi del concetto di e-democracy, l’Autrice fa riferimento alla definizione di Trechsel et al.. (2004), secondo cui l’e-democracy consiste negli strumenti di comunicazione che supportano il cittadino (enable/empower) nei suoi sforzi per rendere i politici attenti alle proprie azioni nell’arena pubblica. Approfondendo gli aspetti di democrazia che sono promossi, l’e-democracy può utilizzare diverse tecniche:
- per incrementare la trasparenza del processo politico;
- per aumentare il coinvolgimento diretto e la partecipazione dei cittadini;
- per migliorare la qualità della creazione di opinione, aprendo nuovi spazi per l’informazione e la deliberazione.
- il livello dell’informazione, che consiste nell’accesso dei cittadini a informazioni rilevanti, in particolare attraverso siti web e motori di ricerca;
- il livello consultativo, più interattivo, nel quale i governi e i cittadini utilizzano forum online o piattaforme web per discutere pubblicamente tematiche politiche;
- il livello della partecipazione attiva, che enfatizza la partecipazione pubblica al processo di policy making.
- e-enabling (tecnologia per consentire la partecipazione): riguarda il supporto di quanti tipicamente non utilizzano internet, e quindi non approfittano della mole di informazioni disponibile. Macintosh sottolinea la duplice dimensione dell’e-enabling, ovvero l’accessibility (ovvero come utilizzare le Ict per raggiungere una vasta audience, adattandosi alle competenze tecnologiche e comunicative dei cittadini) e l’understandability (ovvero l’offerta di informazioni in formati comprensibili);
- e-engaging (tecnologia per coinvolgere i cittadini): riguarda la consultazione di un’audience più ampia per generare contributi più dettagliati e un dibattito deliberativo sulle tematiche politiche. Macintosh sottolinea come il termine “to engage” in questo contesto si riferisca alle consultazioni top-down dei cittadini promosse dai governi o dai parlamenti;
- e-empowering (tecnologia per rafforzare i cittadini): riguarda il supporto della partecipazione attiva e l’agevolazione della trasmissione di idee bottom-up che influenzino l’agenda politica. Macintosh specifica che le precedenti prospettive top-down sono caratterizzate nei termini dell’accesso all’informazione da parte dell’utente e della sua reazione a iniziative avviate dai governi; le iniziative bottom-up, invece, vedono emergere i cittadini “come i produttori, piuttosto che i consumatori, di politiche. Si riconosce qui che c’è bisogno di consentire ai cittadini di influenzare e partecipare alla formulazione di politiche” .
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