lunedì 19 marzo 2012

I livelli della partecipazione

Come anticipato in occasione dell’analisi del concetto di e-democracy, l’Autrice fa riferimento alla definizione di Trechsel et al.. (2004), secondo cui l’e-democracy consiste negli strumenti di comunicazione che supportano il cittadino (enable/empower) nei suoi sforzi per rendere i politici attenti alle proprie azioni nell’arena pubblica. Approfondendo gli aspetti di democrazia che sono promossi, l’e-democracy può utilizzare diverse tecniche:
  1. per incrementare la trasparenza del processo politico;
  2. per aumentare il coinvolgimento diretto e la partecipazione dei cittadini;
  3. per migliorare la qualità della creazione di opinione, aprendo nuovi spazi per l’informazione e la deliberazione.
Similmente, Tuzzi et al. (2007: 33-34) categorizzano l’e-democracy in tre livelli, a seconda del grado di coinvolgimento del cittadino:
  1. il livello dell’informazione, che consiste nell’accesso dei cittadini a informazioni rilevanti, in particolare attraverso siti web e motori di ricerca;
  2. il livello consultativo, più interattivo, nel quale i governi e i cittadini utilizzano forum online o piattaforme web per discutere pubblicamente tematiche politiche;
  3. il livello della partecipazione attiva, che enfatizza la partecipazione pubblica al processo di policy making.
Anche Macintosh (2004) effettua una tripartizione per indicare tre livelli di partecipazione che possono essere utilizzati per caratterizzare le iniziative di e-democracy:
  1. e-enabling (tecnologia per consentire la partecipazione): riguarda il supporto di quanti tipicamente non utilizzano internet, e quindi non approfittano della mole di informazioni disponibile. Macintosh sottolinea la duplice dimensione dell’e-enabling, ovvero l’accessibility (ovvero come utilizzare le Ict per raggiungere una vasta audience, adattandosi alle competenze tecnologiche e comunicative dei cittadini) e l’understandability (ovvero l’offerta di informazioni in formati comprensibili);
  2. e-engaging (tecnologia per coinvolgere i cittadini): riguarda la consultazione di un’audience più ampia per generare contributi più dettagliati e un dibattito deliberativo sulle tematiche politiche. Macintosh sottolinea come il termine “to engage” in questo contesto si riferisca alle consultazioni top-down dei cittadini promosse dai governi o dai parlamenti;
  3. e-empowering (tecnologia per rafforzare i cittadini): riguarda il supporto della partecipazione attiva e l’agevolazione della trasmissione di idee bottom-up che influenzino l’agenda politica. Macintosh specifica che le precedenti prospettive top-down sono caratterizzate nei termini dell’accesso all’informazione da parte dell’utente e della sua reazione a iniziative avviate dai governi; le iniziative bottom-up, invece, vedono emergere i cittadini “come i produttori, piuttosto che i consumatori, di politiche. Si riconosce qui che c’è bisogno di consentire ai cittadini di influenzare e partecipare alla formulazione di politiche” .

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