lunedì 19 marzo 2012

Dall’e-democracy all’e-engagement

Nel 2001 l'Ocse - Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha pubblicato il documento “Citizens as partners. Information, consultation and public participation in policy making”. Benché non incentrato sul tema dell’e-democracy, lo studio – intendendo sensibilizzare i Governi a prendere iniziative per una maggiore inclusione sociale attraverso le nuove forme di partecipazione rese possibili dalle Ict – costituisce un importante punto di riferimento nelle riflessioni sul tema della partecipazione democratica dei cittadini. L'Ocse enfatizza la necessità per i governi democratici, nella fase attuale, di rafforzare il coinvolgimento dei cittadini per migliorare la qualità delle politiche pubbliche. Inoltre, nella prospettiva di affrontare le sfide della società della conoscenza, propone di migliorare la gestione delle conoscenze (collettive ed individuali), integrando meglio i punti di vista dei cittadini nel processo di definizione delle politiche. Ancora, nell’ottica di rafforzare la fiducia dei cittadini verso i governi e le istituzioni, contrastando il declino della partecipazione elettorale, invita a rispondere all’accresciuta domanda di trasparenza e responsabilità degli attori pubblici. Infine, sottolinea l’importanza dell’integrazione dell’uso dell’Ict con gli strumenti più tradizionali di informazione, consultazione e cittadinanza attiva/partecipazione. Secondo l’Ocse l'e-democracy è suddivisa in due aree distinte, quali

- l’e-engagement: il coinvolgimento, di cui esistono tre livelli:

  1. informazione: relazione one-way tra i cittadini e i policy-makers, in cui il governo produce e rilascia informazioni perché i cittadini le possano usare. Questo tipologia di attività comprende sia l'accesso “passivo” dei cittadini all'informazione su loro richiesta, sia tutte le azioni del governo per disseminare “attivamente” l'informazione;
  2. consultazione: relazione two-way tra cittadini e policy-makers, generalmente avviata da questi ultimi insieme alle pubbliche autorità, e in cui i primi forniscono un feedback al governo. I Governi selezionano le tematiche su cui i cittadini sono chiamati a esprimere la propria opinione e richiede di rilasciare un’informazione adeguata;
  3. partecipazione attiva: relazione collaborativa, dove cittadini e società civile partecipano attivamente alle politiche pubbliche. Si basa sul riconoscimento del ruolo dei cittadini nel proporre opzioni e politiche e dar forma al dibattito, benché la responsabilità delle scelte finali o delle politiche prodotte resti dei governi.

- e-voting: l'utilizzo delle Ict nel processo delle elezioni; oggi esistono due tipi di sistemi di e-voting: i più comuni sono sistemi online che hanno capacità di networking (intranet voting), ma che non sono collegati al world wide web e i sistemi basati sulla Rete (Internet voting). Lasciando volutamente da parte il voto elettronico per analizzare la dimensione dell’e-engagement, appare evidente che le sfaccettature della e-democracy – informazione, consultazione e partecipazione attiva – costituiscono gli elementi per una maggiore collaborazione tra governanti e governati e per una costruzione collettiva della democrazia elettronica. L’Ocse, peraltro, si sofferma sulla distinzione tra il livello delle istituzioni e quello dei cittadini, con particolare riferimento ai processi di consultazione (top-down), nei quali le istituzioni decidono di aprire un confronto con i cittadini, e di partecipazione attiva (bottom-up), nei quali i cittadini promuovono proprie iniziative cercando un confronto con le istituzioni.

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